Il Busto di Santa Costanza

Il "Busto di Santa Costanza", noto come "la Belle Florentine", è un’opera attribuita al celebre scultore Desiderio da Settignano, conservata nel Museo del Louvre.

Questo capolavoro del Rinascimento, realizzato tra il 1450 e il 1475, rappresenta una delle massime espressioni della sensibilità artistica dell’epoca, combinando raffinatezza tecnica e profondità spirituale. Desiderio da Settignano, noto per la delicatezza dei suoi ritratti e per l’uso magistrale del marmo e del legno, ha saputo conferire al busto un realismo e un’eleganza che lo rendono unico.
L’opera è scolpita in legno di tiglio, un materiale scelto per la sua lavorabilità e per la capacità di catturare dettagli sottili, tipica della scuola fiorentina. Il busto presenta tracce di oro policro, gesso e fibre vegetali, utilizzati per impreziosire la veste e il volto, aumentando l’impatto visivo e simbolico. Sebbene Desiderio da Settignano sia famoso soprattutto per le sue opere in marmo, questa scultura in legno dimostra la sua versatilità e la sua attenzione al dettaglio. Le dimensioni dell’opera – 55 cm di altezza, 47 cm di larghezza e 27 cm di profondità – suggeriscono che fosse destinata a un contesto privato, come una cappella domestica o un altare di devozione personale.

L’opera si distingue anche per la presenza di iscrizioni che hanno aiutato nella sua identificazione. Sul retro è visibile un’iscrizione lacunosa: "[DO]ROTHEI REGIS CO[N]STA[N]TI[N] OPO[LITANI]", che menziona Doroteo, re di Costantinopoli, una figura legata alla narrazione agiografica contenuta nella Legenda Aurea di Jacopo da Varazze. Un’altra iscrizione frammentaria, posta sulla cintura del busto, "[SANCTA CON]STA[NTIA FIL]IA", identifica chiaramente la figura come Santa Costanza, figlia di Doroteo e associata alla storia di Santa Ursula. Questi dettagli testimoniano l’importanza della narrazione scritta nell’arte rinascimentale, non solo come elemento decorativo, ma anche come parte integrante del significato spirituale e storico dell’opera.

Il busto ha una storia articolata, tipica delle grandi opere rinascimentali. Nel XIX secolo faceva parte della collezione del noto collezionista Salomon Goldschmidt (1821-1886), che lo vendette dopo la sua morte nel corso di un’asta tenutasi presso la galleria Georges Petit a Parigi. Lo Stato francese acquisì l’opera nel 1888, integrandola nelle collezioni del Museo del Louvre. L’opera è stata sottoposta a un accurato restauro tra il 2005 e il 2006, che ha permesso di recuperare dettagli decorativi e di interpretare meglio le iscrizioni lacunose, confermando l’identificazione della figura come Santa Costanza.
Il "Busto di Santa Costanza" è un perfetto esempio della capacità di Desiderio da Settignano di combinare realismo, grazia e intensità emotiva nelle sue opere. Rinomato per la delicatezza dei suoi ritratti, Desiderio riesce qui a catturare la spiritualità della figura attraverso una rappresentazione umanizzata, ma al tempo stesso idealizzata. L’opera riflette il ruolo centrale delle figure femminili nella devozione cristiana del Rinascimento, mentre la connessione con la Legenda Aurea (1) sottolinea l’importanza della narrazione agiografica nell’arte dell’epoca. Desiderio è spesso associato a opere in marmo di straordinaria finezza, come il tabernacolo di San Lorenzo a Firenze o il "Ritratto di Marietta Strozzi", ma questo busto in legno dimostra come fosse capace di esprimere la sua sensibilità artistica anche attraverso altri materiali. La "Belle Florentine", con il suo volto dolce e il suo aspetto sereno, è un simbolo di devozione e maestria, e un chiaro esempio di come l’arte fiorentina del Quattrocento eccellesse nella creazione di opere che univano estetica e spiritualità.

L’opera (Immagine prima del restauro) è oggi esposta nella Sala 160, Ala Denon, Livello -1 del Museo del Louvre, nel Dipartimento delle Sculture del Medioevo, del Rinascimento e dei Tempi Moderni. Qui il busto è ammirato accanto ad altre grandi sculture del Rinascimento, offrendo ai visitatori uno sguardo privilegiato sulla grazia e la spiritualità che caratterizzavano le opere di Desiderio da Settignano.








(1) La Legenda Aurea è una raccolta medievale di vite di santi e martiri, compilata dal domenicano Jacopo da Varazze (Jacobus de Voragine) intorno alla fine del XIII secolo. Fu uno dei testi agiografici più diffusi del Medioevo, influenzando l’arte, la letteratura e la devozione popolare.

Bibliografia:
- Luciano Bellosi, Desiderio da Settignano e il ritratto nel Rinascimento fiorentino, Skira, Milano, 2005.
- Andrea Bacchi, La scultura fiorentina del Rinascimento, Marsilio, Venezia, 2011.
- Caroline Elam, Collezionismo e arte sacra nel XIX secolo, Laterza, Bari, 2010.

Altri articoli
Cristo Redentore a Legnaia
Cristo Redentore a Legnaia

Scoperto capolavoro di Ferrucci: un "Cristo Redentore" che intreccia maestria rinascimentale e passione artistica. Un ritrovamento che emoziona!

Madonna del Carmine
Madonna del Carmine

L'influenza di Donatello è evidente negli angeli a sinistra. L'uso astuto dello stiacciato donatelliano crea profondità e dinamismo.

Bartolini e l'arte purista.
Bartolini e l'arte purista.

L'Ammostatore di Lorenzo Bartolini, un giovane che pigia l'uva. Questo capolavoro segna la nascita dell'arte purista. Calco all'Accademia.

Brunelleschi rivive nella Terracotta
Brunelleschi rivive nella Terracotta

L'Opera di Santa Maria del Fiore ha acquisito una rara scultura rinascimentale di Brunelleschi. Trovata in una dimora storica.