"La Pisana" è una scultura creata da Arturo Martini nel 1933 (1), raffigurante una figura femminile nuda distesa. Il nome "La Pisana" attribuitole deriva dalla protagonista del romanzo "Le confessioni di un italiano" di Ippolito Nievo. Realizzata in terracotta patinata chiara (2), l’opera si distingue per l’armonia delle forme e la capacità dell’artista di trasmettere morbidezza attraverso una superficie rigida come quella della terracotta. La patinatura conferisce alla scultura una luminosità uniforme, sottolineando la raffinatezza dei dettagli. Questa tecnica, particolarmente apprezzata da Martini, permetteva di valorizzare le qualità intrinseche del materiale, rendendolo al contempo vibrante e delicata.
La scelta del soggetto femminile non è casuale. Nel contesto degli anni Trenta, Martini era fortemente influenzato dall’estetica classica e dalla riscoperta dell’arte arcaica, ma reinterpretava questi riferimenti in chiave moderna. La figura femminile distesa, priva di ornamenti, rimanda a un ideale di semplicità e introspezione, in linea con la ricerca di essenzialità formale che caratterizzava le avanguardie del periodo. La terracotta patinata chiara è una delle tecniche predilette di Martini, per la sua capacità di combinare robustezza strutturale e leggerezza visiva. La patinatura, spesso ottenuta con strati sottili di pigmenti naturali e cere, aggiunge una dimensione tattile e visiva, accentuando le curve morbide e i contorni sinuosi della figura. L’uso della terracotta era anche una scelta pratica, poiché consentiva maggiore rapidità di esecuzione rispetto al marmo o al bronzo, oltre a garantire una resa particolarmente intima e diretta.
Oggi "La Pisana" è conservata presso il Museo del Novecento di Firenze, una struttura dedicata all’arte moderna e contemporanea che ospita opere di alcuni dei più grandi artisti italiani del XX secolo. La presenza dell’opera all’interno del museo sottolinea l’importanza di Martini come figura chiave della scultura italiana, nonché il suo ruolo nell’evoluzione del linguaggio artistico del Novecento.
"La Pisana" si inserisce in un percorso che documenta la tensione tra tradizione e innovazione nell’arte italiana del secolo scorso. Martini, infatti, era un artista capace di guardare al passato con occhi nuovi, reinterpretando le forme classiche con un linguaggio moderno e personale.
1) Alcune fonti scrivono che sia stata modellata in gesso da Martini a Roma alla fine del 1928
2) "La Pisana" esiste in diverse versioni e materiali, tra cui pietra di Vicenza, terracotta e bronzo. Ad esempio, la versione in bronzo presente nella Collezione Carraro è una delle sei fusioni realizzate nel 1989 dalla Galleria Daverio di Milano.
Bibliografia:
- Rossana Bossaglia, Arturo Martini: tra tradizione e innovazione, Skira, Milano, 2008.
- Claudio Spadoni, Arte del Novecento italiano, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo, 2020.

La scultura unisce realismo anatomico e simbolismo ellenistico, testimonianza dell’interesse romano per il mondo naturale.
Restaurata nel XVI sec., è una copia dell’Apollo Sauroktonos di Prassitele. Conservata dal 1565 a Firenze.
Una statua raffigura un senzatetto addormentato su una panchina. Arte che invita alla compassione e interroga il senso dell’umanità.
Scultura in terracotta patinata chiara, raffigura una figura femminile distesa. Il nome si ispira a un personaggio letterario.