La Ninfa seduta è una scultura romana del II secolo d.C., realizzata in marmo pentelico (1) e custodita nel secondo corridoio della Galleria degli Uffizi. Alta 101 cm, rappresenta una ninfa o una menade, figura mitologica legata al culto di Dioniso, seduta su una roccia. La statua è nuda dalla vita in su, mentre le gambe accavallate sono coperte da un panneggio fluido ed elegante. 
Il gesto della mano destra, in passato interpretato come l’atto di rimuovere una spina dal piede, è oggi riconosciuto come un aggiustamento o rimozione di un sandalo, un elemento perduto nei restauri successivi. Il sorriso appena accennato e l’acconciatura, che nell’originale presentava un nodo semplice sul retro, richiamano l’iconografia di una ninfa immersa in un contesto naturale, selvaggio e incontaminato. 
La statua ha subito significativi interventi di restauro in epoca moderna, che hanno modificato alcune parti, tra cui la testa, il collo, mani, piedi e parti del panneggio. Gli inventari e confronti con altre repliche evidenziano che la testa originale era girata decisamente verso destra e presentava un'acconciatura meno elaborata.
Attestata nel Cinquecento a Palazzo Caffarelli a Roma, la statua fu trasferita a Palazzo Pitti e ricordata da Vasari nel 1568 nella Sala delle Nicchie. Dal XVIII secolo è documentata negli inventari della Galleria degli Uffizi.
1) Il marmo pentelico è una pregiata varietà di marmo bianco estratto dal monte Pentelico, situato a nord-est di Atene, in Grecia. Celebre fin dall'antichità per la sua eccezionale qualità, è caratterizzato da una grana fine e compatta, che permette una lavorazione dettagliata, ideale per sculture e decorazioni architettoniche.
Bibliografia:
- F. Angelicchio, Il culto di Dioniso e l’arte romana: figure di menadi e ninfe nella scultura antica, Polistampa, Firenze, 2018.
- G. Gasparri, Sculture romane nella Galleria degli Uffizi, Electa, Milano, 2015.
- C. Silvestrini, Restauri e trasformazioni: La scultura romana tra Cinquecento e Ottocento, Sillabe, Livorno, 2020.
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