Il Volto Santo è un monumentale crocifisso ligneo policromo conservato nella Cattedrale di San Martino, divenuto nei secoli emblema religioso e civile della città.
La figura del Cristo, a grandezza superiore al naturale, indossa una lunga tunica manicata (colobium) e guarda con gli occhi aperti secondo la tipologia del Christus triumphans, di ascendenza orientale e rara in Occidente.
La tradizione medioevale, fissata tra la fine dell’XI e l’inizio del XII secolo nella cosiddetta Leggenda Leboiniana (De inventione, revelatione ac translatione Sanctissimi Vultus), attribuì l’opera a Nicodemo e ne narrò l’arrivo miracoloso per mare a Luni e la traslazione a Lucca, con una prima collocazione presso San Frediano e la definitiva sistemazione in Duomo. Fin dall’età medievale l’immagine fu meta di pellegrinaggio europeo, anche lungo la Via Francigena; dalla prima metà del XIII secolo comparve sulla monetazione cittadina, segno della sua funzione identitaria. La fama è attestata pure in letteratura: all’altezza del primo Trecento era già proverbiale, come dimostra il celebre passo dell’Inferno XXI, che cita il Santo Volto per antonomasia (1).
Nel pieno Rinascimento, tra il 1482 e il 1484, il crocifisso venne accolto in un elegante tempietto ottagonale in marmi di Carrara, progettato e realizzato da maestranze lucchesi sotto la guida di uno scultore-architetto locale; documenti del 19 gennaio 1482 registrano l’avvio del programma e il completamento è attestato nel 1484. Il sacello, posto nella navata sinistra della cattedrale, divenne a sua volta parte integrante dell’immagine pubblica del simulacro, con la statua di un martire posta sulla faccia esterna quale contrappunto devozionale.
Il culto cittadino è scandito ogni anno dalla Luminara di Santa Croce: la sera del 13 settembre, vigilia dell’Esaltazione della Santa Croce (14 settembre), una processione percorre le vie del centro rievocando il tragitto della traslazione, tra migliaia di lumi e un coinvolgimento corale della comunità. Sul piano degli studi, per secoli si discusse se il crocifisso fosse un originale altomedievale o una copia romanica. La svolta è giunta nel 2020, quando analisi di radiocarbonio condotte su campioni di legno e su una tela d’incamottatura hanno collocato i materiali tra il 770 e l’880 d.C., confermando la genesi altomedievale dell’opera e il suo primato nella scultura lignea occidentale.
Tra il 2022 e il 2025, un articolato cantiere di restauro in cattedrale — con indagini diagnostiche, messa in sicurezza, pulitura e consolidamento — ha riportato alla luce la policromia storica: tonalità rosse, blu e porpora con motivi chiari, e tracce di lettere simboliche sulla croce. È stata riaffermata la lettura dell’immagine come Cristo trionfante, con la potente espressività degli occhi, a lungo offuscata dalle ridipinture. Il 13 settembre 2025 il crocifisso è tornato visibile all’interno del cantiere espositivo in Duomo di Lucca; il rientro nel tempietto invece è nell’estate 2026. Nel corso delle operazioni sono emersi anche lacerti di affresco, che hanno suggerito interventi di valorizzazione sul contesto architettonico.
1) “Qui non ha loco il Santo Volto!” — Inferno, XXI, v. 48. (Subito dopo aggiunge: “qui si nuota altrimenti che nel Serchio…”, vv. 49–51, con i diavoli che scherniscono un barattiere lucchese immerso nella pece.)
Questo Duomo è tra il romanico e gotico ed è un viaggio nella storia e nella fede, immerso nella bellezza toscana, che non guasta mai.
Un luogo dove magia, storia, natura e altre dimensioni si intrecciano in un'antica danza.
La Statua è a grandezza naturale, vestita nel tempo, ha subito modifiche perdendo le braccia. Situata a Camaiore, è un esempio rinascimentale.
È la strada principale di Lucca, lunga 700 metri e larga 10, simbolo della città, centro turistico e commerciale, con antiche origini romane.