Dai monti a Florentia

L'Acquedotto Romano nel Cuore della Città di Florentia.
Florentia romana, fondata intorno al 59 d.C., fu presto dotata di un acquedotto che portava l'acqua dal torrente Marinella di Legri, in Val Marina, per circa 16 km fino alla città. L'acqua proveniva dalle pendici del monte Morello e attraversava diverse località prima di arrivare a Firenze.
Negli anni '60 del Novecento, nella località La Chiusa a Calenzano, furono rinvenute le prese di captazione dell'acquedotto: una conduttura interrata con pareti in calcestruzzo dove l'acqua scorreva "a pelo libero". L'acqua si dirigeva verso Firenze lambendo il colle di San Donato, proseguendo nella valle del torrente Chiosina, e passando vicino a Settimello e alla cementeria sopra il parco del Neto.
L'acquedotto attraversava varie aree, tra cui Boldrone e Doccia, nota per il condotto romano chiamato "Doccia" nel Medioevo. Proseguiva verso Colonnata e via Vittorino da Feltre, dove sono visibili resti della condotta. Superato il torrente Zambra, si dirigeva verso Villa Torrigiani e la villa di Castello, dove sono stati trovati resti del condotto e una cisterna.
L'acquedotto continuava verso Villa Corsini, probabilmente diventando pensile su archi per regolare la pendenza. Passava vicino al monastero della Quiete e arrivava alle Panche, dove nel Medioevo erano visibili ancora degli archi. Proseguiva verso il ponte di Rifredi sul Terzolle e lungo le vie Corridoni e del Romito, dove se ne trovavano tracce nel '700.
Il monastero di San Giovanni Evangelista delle "Donne di Faenza" era situato vicino all'attuale chiesa del Sacro Cuore al Romito ed era detto "fra l'Arcora" per la presenza delle arcate dell'acquedotto. Passata la fortezza, l'acquedotto correva parallelo a via Faenza e via de' Conti, entrando in Florentia dalle mura nord, nei pressi di Santa Maria Maggiore, e proseguendo verso sud fino al "capaccio", una grande cisterna di raccolta d'acqua nella zona dell'odierna via Pellicceria. Probabilmente la testa che troviamo sul fianco della chiesa era una decorazione sui pilastri che sorreggevano l'acquedotto. Questa testa viene chiamata “La Berta” e rappresenta una delle tante leggende che troviamo a Firenze.
Oggi, tutta questa zona è il cuore pulsante della moderna Firenze, mentre la vecchia città romana è un lontano ricordo.

Illustrated by Suneel


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